Remo Benzi

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Claudio Burelli

Hanno scritto di lui

Claudio Burelli.


     Di Claudio Burelli posso parlarne, naturalmente in modo positivo, essendo entrati assieme, nello stesso concorso, nel 1974 e lavorando gomito a gomito e condividendo  freddo, neve, pioggia, caldo e ogni tipo di servizio a favore del cittadino. Entrammo alla sezione dei Vigili Urbani della "Foce" e ci affiatammo subito come due fratelli. Di lui mi piaceva il suo carattere poco incline alla loquacità insulsa e come si conviene ad un animo nobile, mi piaceva il suo prestarsi, com'io suo compagno, alle richieste d'aiuto dei cittadini.

     Sono tanti i ricordi del buon collega Claudio e questo non è lo spazio giusto per lasciarsi andare a lontane rimembranza, basti dire che la poesia che potrete leggere più avanti, esprime con aulica prosa quello che anch'io ho sempre provato nei confonti di un grand'uomo che anteponeva l'umanità e la solidarietà verso i propri Vigili, al suo bene personale, al suo tempo, alla sua famiglia.
Ecco perchè delle moltissime poesie di Claudio che avrebbero potuto ben figurare in questo spazio, ho scelto questa.  

     Questa poesia "Quel nero cappello"
, si riferisce nel titolo al cappello di feltro del comandante Benzi appeso nel suo ufficio e prima cosa visibile a chi accedeva al suo ufficio e che s'imprimeva subitaneo nella memoria. Questa poesia in poche quartine, condensa il racconto delle gioie, del positivo sentimento di appartenenza, della soddisfazione per il compimento del proprio dovere, fino alle disillusioni relative alla pochezza dell'essere umano, del politico e dei Maramaldi traditori in servizio permanentemente effettivo.

     L'ammirazione che traspare dalle parole  del poeta Burelli, sono condivise pienamente da me e da innumerevoli personalità di spicco a livello anche mondiale, da Prefetti, Sindaci, uomini politici Ufficialie sottufficiali e vigili semplici oltre ai cittadini di zone alluvionate o terremotate, che hanno sempre trovato nel Comandante Remo Benzi un compagno leale ed un amico sincero, un sostegno per chiunque.

Io ho un solo rimpianto di non avere quella sensibilità d'animo che porta a trasmettere così bene l'emozioni tramite la scrittura."

Recensione a cura dell'ex commissario di Polizia Municipale Ivo Rapetta.



Quel nero Cappello

Nuvole nere solcan il ciel della mia mente,
s'intreccian foschi pensieri, viatico di niente,
ripenso ads un uomo, ormai troppo lontano,
a quel suo essere duro e nello stesso tempo umano.

   Parlava di Patria, d' onore e onestà,
   lottava per ridare al Corpo la dignità
   che il tempo e gli errori, avevano tolto,
   cercando in noi l'entusiasmo sepolto.

Come binmbo ero fiero nel veder quel cappello,
di nero feltro appeso insieme al suo mantello,
sol allora capivo, del suo arrivo in ufficio,
e la giornata tutta parea di buon auspicio.

   La sua porta era aperta per chi avesse un patema,
   lui in silenzio ascoltava e capito il problema,
   al suo fianco lottava, nemico d'ogni ingiustizia,
   con modo arguto, fraterno e scaltra perizia.

Ahimè, come le cose più belle durar non potea,
improvvisa beffarda e maligna, ecco alzarsi la marea,
travolger con i suoi flutti lo travaglio già svolto,
lasciando a qualcun altro...dei frutti il raccolto.

   Lo so nei miei sogni rivedrò quel nero cappello,
   quell'uomo fiero mai domo avvolto nel mantello,
   sarà la mia guida quando la strada diventa salita,
   e la maestra via par essere di colpo svanita.

"Signor Comandante", per un attimo scordi il passato,
e rincorra un futuro felice sempre fausto e agiato,
e quando l'ala nera della malinconia, sfiorerà il suo tragitto,
sarò ancora al suo fianco, anche se sol, con questo scritto.

Claudio Burelli.

Genova 28 giugno 1997.




 
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