Remo Benzi

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I "fatti" di Genova

Carriera e vita

I "fatti di Genova"

 
   Come qualcuno di voi ricorderà il tempo più bello che i "Vigili Urbani" genovesi trascorsero, fu il periodo del comando del Corpo da parte del dott. Remo Benzi. In quei giorni noi (Vigili), pensavamo veramente di porter diventare il fiore all'occhiello della civica amministrazione, impegnandoci molto, rinunciando anche a qualcosa in termini di stipendio e tempo passato con i propri cari, pur di portare a termine una ristrutturazione del Corpo intrapresa dal Comandante. Ma purtroppo le cose non andarono così e la colpa a parere nostro fu tutta dei soliti "politici che ci amministravano".

     In questa rassegna di articoli di stampa, cercheremo di spiegarvi quello che successe, anche se poi la logica perversa del politico ha avuto la meglio. Ancor oggi i componenti del corpo, sentiti anche di recente, hanno il morale sotto i piedi e la considerazione per la classe politica che governava in quel periodo Genova, è scese al di sotto della depressione della Mar Morto.

     Primo motivo di attrito tra il comandante e la giunta:  La contrarietà ad accettare una consulenza sul nostro lavoro, da una ditta di Milano, la quale, solo per iniziare costava al Comune 110 milioni. Era  inutile fare una consulenza quando era necessario riformare i quadri del corpo nelle varie categorie: Vigili, Sott'ufficiali e ufficiali, i quali avrebbero potuto benissimo fare i corsi al proprio interno con la loro cultura tecnico giuridica evitando spese esterne inutili.



     Un altro motivo di attrito fu la restituzione all'economato di una partita di scarpe, non idonee per la loro particolare forma, ad essere calzate dai vigili che avevano bisogno di scarpe idonee e comode per stare in piedi tutto il giorno. Per essere sicuro della giustezza delle lamentele, il Comandante Benzi, provò personalmente per tutto un giorno, le scarpe proposte, bocciando senza appello il loro acquisto, in quanto scomode e inidonee, per il tipo di necessità di lavoro.  Iniziativa adottata sotto la sua reponsabilità, stante anche il silenzio assordante proveniente dall'assessore alla viabilità e dalla triplice sindacale che facevano parte della commissione "Massa Vestiario" .

     Un ulteriore motivo di screzio, è stato quello di non capire, da parte dell'amministrazione, che non si poteva rimpinguare il quadro vigili carente con personale proveniente da altri uffici del Comune, magari retribuiti a livelli economici superiori che avrebbero avuto la pretesa di comandare il personale, solo per il fatto di essere inquadrati a livelli maggiori, ma senza avere nessuna esperienza tecnico-giuridica nello specifico delicato lavoro di Polizia.

     Inoltre, il vigile anziano anzichè avere un posto a "ridosso" con il passare degli anni, si sarebbe  trovato sulla strada e non avrebbe potuto espletare il servizio all'interno della struttura come era sempre stato, secondo le tipologie proprie del lavoro del Vigile.

     Il suo impegno per salvare dal carcere tre vigili accusati ingiustamente da un mendace, fu totale e subitaneo. Questa vicenda sembra precorrere i tempi dei  parassiti inneggianti a 1-100-1000 Nassirya ( per certi amministratori, erano già colpevoli, solo perchè gli attori del fatto portavano la divisa e il denuncianrte era un invalido, risultato poi falso come denunciò poi il comandante Benzi,acquisendo prove e  testimonianze,  facendolo condannare.

     Come da contratto nazionale, il dirigente che intende dimettersi, tre mesi prima deve dare avviso di dimissioni. La decisione del preavviso di  cessazione dell'incarico, è maturata per non condividere decisioni a parere del comandante, ingiuste e costose. A fronte di numerose attestazioni di stima e richieste di  rivedere la propria decisione come previsto dalla legge.  

     Il Comandante revocò la decisione preannunciata ma per tutta risposta  il Sindaco Sansa con un bieca decisione, creò ad arte una struttura di Protezione Civile senza organico e senza  possibilità  operative,  alle dipendenza del Comando Vigili, assegnando a Remo Benzi la gestione di questa unità e al vicecomandante Piacenza (Promosso pro tempore all'incarico di Comandante essendo uno dei due vicecomandanti in carica promossi l'anno precedente dal dott. Benzi). Provvedimento aberrante e volutamente umiliante per il motivo  che il dirigente della nuova struttura  si trovava gerarchicamente sottoposto al suo vice nel Corpo dei Vigili!

 
                
Precisazioni ed Espressioni di solidarietà e di stima verso il com. Benzi


 
Altre Attestazioni di stima sulla figura del Comandante Benzi.


   






Lettera di ricordo sulla competenza e sulle capacità professionali del Com. Benzi da parte del direttore del Servizio Foreste Paola Spagnolli.





Apprezzamento per l'operato del Com. Benzi del Dirett. del servizi civici.



















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