Remo Benzi

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I Giorni dell'identità...tante vite una storia

Libri e cultura

        I clandestini

          
    Siamo entrati nel nostro bar per il solito aperitivo e ascoltiamo i discorsi di tre amici che ci fanno pensare. “Questa gente andrebbe lasciata a casa loro, anziché’ farla arrivare sino qui’, col rischio dei naufragi!” “ puoi avere ragione caro Claudio, il fatto e', che a casa loro, se non sono della etnia di qualche tribù, queste li ammazzano! Non parliamo poi dei terroristi dell’ISIS, che se non si convertono, tagliano loro la testa!"" credo  che Ivo abbia ragione, ma credo abbiate capito che  queste famiglie fuggono da dei massacri. Penso  sia cosa buona e umana aiutarli… Non possiamo assistere continuamente  a questi spettacoli di morte!”

     In questi giorni al bar, in ufficio, tra amici stiamo discutendo dei fenomeni sociali che ci attanagliano, dallo sbarco dei profughi dai paesi dell’Africa, che vedono spesso naufragi con la morte dei più’ deboli, donne e bambini, agli sconfinamenti di altri profughi dai paesi dell’est .. C'è poi quel via vai di uomini e donne di quei luoghi, che sono entrati in Europa a vengono da noi alla ricerca di lavoro. E’ un problema sociale a livello internazionale, al quale fa onore l’Italia con il suo spirito di solidarietà, che l’ha sempre contraddistinta, seguita in questi ultimi tempi , anche se in ritardo, dai paesi dell’Europa.  E’ indubbio che in queste masse di persone ,che non arrivano ai confini con tanto di passaporto in modo da essere identificati, sono a tutti gli effetti clandestini. Anche tra quella gente che fugge dalle atrocità delle guerre, specie per chi proviene dai paesi africani, vi possono essere  personaggi che fuggono perché’ hanno conti aperti con la giustizia del loro paese.

     Questi si infiltrano in mezzo alla povera gente, talvolta facendola soccombere in caso di naufragio, per salvare la propria vita. Il loro Io non è certamente dedito all’altruismo ma alla delinquenza, una spirale dove per questa gente, la vita umana non ha alcun valore. Dopo questi avvenimenti ci accorgiamo che dai centri di accoglienza dove queste persone devono permanere per essere identificate e accertati se vi sono motivi umani e legittimi perché’ abbiano il titolo di “profughi” e quindi, secondo la nostra costituzione, aiuto e assistenza, molti di loro, notoriamente uomini, si danno alla fuga.  Il loro tentativo è quello di arrivare ai paesi del nord Europa; ma con questa massa, fuggono anche i delinquenti che si fermano e  permangono poi sul nostro territorio.  In particolare sono uomini che hanno fatto la guerra sporca nei paesi balcanici o in qualche gruppo dell’Africa.

     Orbene , non sarei corretto se non affermassi che da quando questa gente è in giro per le nostre citta o in paesi alla loro periferia, il fenomeno delinquenziale è aumentato notevolmente’. Dagli stupri di donne e ragazze, alle rapine nella case col ferimento degli abitanti a quello nelle banche, eseguiti in maniera militare da gruppi armati dotati di armi sofisticate. Persone che provengono da zone di combattimento, abituate all’uso spregiudicato delle armi e della violenza, arrivando anche alle uccisioni di poveri pensionati anziani, trovati nelle abitazioni di campagna, per rubar loro i pochi risparmi di una vita.

     Questi fenomeni delittuosi non vanno certamente accreditati a donne e bambini, spesso vittime degli stessi loro conterranei che vendono i loro corpi o per far prostituire   le donne sotto pena di minacce e violenze o per far togliere loro parti del corpo utilizzate in laboratori e stanze operatorie . Forse sono più chiaro se dico che anche a questi bambini vengono asportate parti, spesso vitali per essere rimesse a persone che sono in quelle famose liste di attesa per essere operate, e che magari hanno pagato chirurghi senza scrupoli per ottenere un ricambio necessario per vivere, forse non sapendo chi era il “donatore”.

    Questo è il famoso commercio degli organi,( spesso asportati a persone decedute) Non manca in questo contesto la malvagità umana anche da parte di qualche donna che dovendo avere l’istinto materno, si presume dovrebbe avere maggior considerazione di chi si trova in gravi difficoltà.  

    Basta leggere la stampa o seguire i telegiornali per sapere che spesso giovani ragazze che provengono dall’estero, sono in mano a donne del loro paese, senza coscienza, avide di fare denaro sfruttando le  prestazioni sessuali delle sventurate.  Al riguardo di donne, Ho ancora presente la scena di quando, in Ungheria, che aveva messo il filo spinato per impedire il passaggio di questi “Clandestini”, il 9 settembre 2015 una giornalista di quella nazione, mentre riprendeva, con la cinepresa la massa disperata che cercava di varcare il filo spinato, faceva lo sgambetto alle persone in fuga per farle cadere- sghignazzava quando le vedeva per terra.

    Uno di questi brutali comportamenti lo ebbe con  un povero padre che teneva aggrappato al collo un bambino e stava tentando anche lui di cercare una via per fuggire. Sono caduti tutti e due a terra con gli occhi sbarrati e impauriti mentre quella specie di donna, continuava a filmarli ridendo spudoratamente. ( quella figura mi fece venire in mente le” aufscheringhen”-(donne naziste a guardia dei campi di concentramento ) Quelli non erano terroristi, ma gente disperata che cercava una libertà, un lavoro per sopravvivere, un tetto per proteggersi.                                                       

    Quella giornalista lavorava per una TV ungherese e si chiamava Petra Laszlo.  Un nome che si addiceva perfettamente al suo animo. Per fortuna qualcuno aveva filmato la sua cattiveria ed è stata in seguito  licenziata. L’uomo il cui nome era Obama  col piccolo Zaid suo figlio, fuggiva  dalla sua terra, la Siria e dalla guerra che la stroncava, riuscendo  poi a raggiungere la Germania dove ha trovato accoglienza.  Successivamente padre e figlio hanno raggiunto la Spagna: Il piccolo Zaid ha avuto la gioia di essere accompagnato sul campo di gioco dal suo beniamino Ronaldo. Due persone , con due identità e coscienze diverse  

    Una storia a lieto fine, ma quanti di questi fatti sono rimasti sconosciuti? Quanti sbarchi non sono andati a lieto fine e sulle coste siciliane sono giunte centinaia di cadaveri, per lo più di donne e bambini, impotenti vittime di naufragi ?

    O per essere stati gettati in mare per bilanciare il naviglio troppo carico  ? Solo che nell’ultima guerra con l’Italia occupata dai tedeschi ha dovuto fuggire dalla propria casa cercando conforto verso zone meno pericolose, almeno in quei momenti, solo chi è stato sotto ai bombardamenti, può giudicare con maggiore obiettività questo esodo che a me ricorda lo sfollamento in Toscana, i bombardamenti  e il papà deportato i Germania.  

    La stampa e la televisione, per mesi hanno  portato nelle nostre case questi terribili immagini che mostrano quelle realtà così tristi da amareggiarci il cuore. L’isola di Lampedusa della nostra Sicilia, ha mostrato il suo volto caritatevole, così come hanno fatto altre città. Non sempre questo fenomeno sociale e umano è stato capito da certe persone che vedevano in questi sbarchi l’afflusso indiscriminato di persone che potevano essere malavitose.

     In effetti un fondo di verità esiste laddove i governi che si sono alternati non hanno avuto la forza e il coraggio di rimandare ai paesi di origine coloro che non fuggivano da zone di guerra, ma che approfittavano di queste smagliature nella rete della sicurezza, diventando tutti clandestini, senza aver giusto titolo per essere profughi, bisognosi di aiuto e di assistenza.

    In quei fatti noi rivediamo l'identità di ciascun essere umano a qualunque sesso appartenga. Ci viene allora da pensare alla nostra identità, se corrisponde veramente a quello che ci detta la coscienza e se le due espressioni collimano, vuole dire che l’abbiamo accertata. Essa ci deve suggerire del nostro Io, perché’ siamo nati e come viviamo la nostra vita la quale deve avere uno scopo che sentiamo il dovere morale di raggiungere. Ma stiamo attenti in certe emotività a non ingannare la nostra coscienza. Se no, la nostra esistenza, a cosa servirebbe?

    Questa è la domanda che ciascuno di noi si deve porre e quando alla sera avrà compiuto la sua giornata di lavoro o di riposo,  quando si ritira dopo aver lavorato in campagna o giocato a carte con gli amici. Egli deve sentirsi un uomo carico di soddisfazione per quanto ha realizzato
                

                            Il referendum e il dopoguerra

    Era il pomeriggio del 2 giugno 1946 quando mio padre e mia madre, che erano andati a votare per il referendum “Monarchia o repubblica”, rientrarono a casa, in quella Via Tiro a Segno, ( ora Via Sergio Piombelli )dove abitavamo. Io ero rimasto in  casa solo e in letto perché’ avevo il morbillo.

    La prima cosa che chiesi loro fu: "per chi avete votato?"  Quando mio padre mi rispose per la repubblica... ora siamo tutti uguali!", ebbi  un momento di dispiacere Ricordavo quelle banconote grigio azzurre da 10 lire e su quelle colore viola da 5 lire. Con l'effige del re in divisa, e al  principe Umberto, diventato re per un mese, quello di maggio. Poi pensando che i miei avevano agito per il meglio e alla frase di mio padre che asseriva  saremmo stati tutti uguali ,mi convinsi della bontà della loro scelta. Ma il termine uguaglianza non esiste in tutti i  vocabolari e la storia ce lo dimostrerà.

     Quegli anni del dopoguerra, trascorsi senza soldi e con la fame addosso, li ho sempre sempre nella mente. Tante persone andavano dalla “Vanda”, il negozio di alimentari a meta’ della strada a comperare facendo scrivere sul libretto i loro conti che avrebbero saldato non appena il marito, di solito un operaio o un muratore, portava a casa il salario. Mia madre , ligia e severa con se stessa, pagava di volta in volta, non volendo lasciare debiti.
Al posto dell’olio usavamo lo strutto, conservato in una gavetta militare in quella cucina con i fornelli a carbone e quella grossa cappa che li sovrastava.

    Carne in tavola, non se ne vedeva. Io feci la 1a comunione col vestito di mio cugino, in origine di vigogna grigia, passato a mio fratello e dato a me tinto di marrone, in mezzo agli abiti nuovi colore grigio perla degli altri ragazzi per i quali, i loro genitori avranno anche fatto un debito. Mia madre andando dal pollaiolo a comperare le uova gli chiedeva la testa del coniglio che avrebbe dato al cane; un effetti la cuoceva e la mangiavamo noi. Altre volte comperava il collo del tacchino che faceva ripieno e quello era un bel giorno.

    Per risparmiare cinque lire , povera donna, andava al mercato di Sampierdarena, distante tre Kilometri a prendere una cassetta di frutta .Mio padre allora Vigile Urbano di Genova, non prendeva molto di salario eh! sì allora i Vigili non erano del ruolo impiegatizio, ma salariati come gli operai del comune, diversamente dagli impiegati che percepivano lo “stipendio·, indubbiamente maggiore del loro.

    C’erano inverni gelidi ed estati torride, ma pur senza fronzoli si aveva una vita felice. Era festa la domenica quando mio padre mi mandava a piano terra a prendere per lui un quarto di vino rosso “all’Osteria della Colomba” e col modesto pasto , che consisteva per lo piu’ in riso  condito con lo strutto, la sera polenta e al mattino, polenta con latte in polvere, quello che passavano gli americani, ci sentivamo felici...
continua sul libro...



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