Remo Benzi

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La collina di Mauthausen

Le mie poesie

Note esplicative:
Per chi si reca a Mauthausen non è dato di vedere il vecchio campo di sterminio con i suoi mezzi di tortura se non quando è all'interno dello stesso. Fuori la natura con i suoi prati verdi nella sua quieta monotonia, nasconde le brutture, le angherie di quanto miserevole è avvenuto in un nefasto momento storico in cui la malvagità dell'uomo pareva prevalesse sull'umana ragione. Qui pare essere rimasto solo un triste ricordo di quel martirio, che deve comunque essere conosciuto da tutti, affinchè quanto avvenuto non debba pi¨ accadere. I morti pare rivivano al muover dell'erba verdeggiante sotto una brezza, quasi a ricordarci il loro supplizio e il loro monito.



La collina di Mauthausen


Sulla collina, il sole s'è oscurato,
scendendo lentamente dietro a lei
mostrando lo scenario più pacato
che nulla fa pensare dei suoi nei

lassù, più in alto, forte e tenebroso,
s'erge quel muro che tanta tristezza
ha seminato al mondo, ancor pensoso
di quel che fù na vile efferatezza

E là, fra quelle mura, tanta gente,
che già raccolta in mano sì assassina,
tremava di terrore, pur silente,
aspettando ogni morte la mattina

O Dio! Tu che hai vissuto quei tormenti
senza far nulla per farli cessare,

fà adesso in modo che i loro lamenti
vengan raccolti e fatti ricordare

Se Vuoi, perdona i miseri assassini
che qui vi han trascinato da ogni luogo
gente diversa, donne e lor bambini
che si son spenti dopo un triste giogo

Nè i loro cari, possono pregare
sulle lor tombe, nè posarvi un fiore
parlando loro, e pure ad ascoltare
quanto han sofferto in quelle tristi ore

Noi, non possiamo dare il Tuo perdono
a chi ha colpito tanto crudelmente
su quelle carni, il cui più triste suono
fù quando il fuoco l'avvolse lentamente


E sparse, tutt'attorno andò a posare
le polveri ormai prive di catene,
passate in quel camin, che sta a mostrare,
la fine del calvario e le sue pene

Or c,è silenzio, quà sulla collina
nè c'è rumore fra le meste mura
cos'ì d'allora, come ogni mattina,
c'è un gran rispetto, non più la paura

Lenta una brezza muove piano piano
i prati verdeggianti nel dintorno
pare un sussurro, di quel dì lontano.....

quasi la vita avesse un suo ritorno

Una preghiera sorge allor dal cuore,
e chinando la fronte vers'il petto,
Noi vi diciamo: "Figli del dolore
abbiam raccolto quanto c'avete detto"

Dolci colline, or che voi vegliate
l'ultimo sonno che stà in mezzo a voi
cercate di fiorir inverno e estate
perchè vederli possiam sempre Noi.



Remo Benzi

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