Remo Benzi

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La vecchia pendola

Tenerezze e ricordi

La vecchia pendola

Sulla parete della vecchia sala,
caro cimelio d'un tempo passato,
facevi la tua mostra quas'in "gala"
di fronte a quel mobilio tramandato

E' lì che mi hai scandito tutte l'ore
chè m'han visto ragazzo e giovinetto
pensar, nello studiar col tremore
s' aveo capito quello ch' avevo letto

Quando poi assorto, andavo con la mente
volando dietro a liete fantasie,
i tuoi rintocchi, quasi dolcemente
mi riportavan alle cose pie

O cara, vecchia pendola di casa,
ch'ogni tempo hai scandito della vita,
tu mi ricolmi l'anima pervasa
dal bel ricordo di una cosa amica

Giacchè riporti, ancor alla memoria
mio padre sempre stanco di lavoro
tornare a casa, quasi in lieta storia
per far della famiglia il suo tesoro

Tanto tempo è passato da quel giorno
che salutai la casa dei miei vecchi
sapendo che non c'era più ritorno,
andando ormai lontan, dai cari affetti

Or t'ho rivista, quasi abbandonata
oggetto sconosciuto a chi non t'ama
non certo a chi t'ha sempre ricordata
col "ticchettio", di cosa quasi umana

E t'ho ripresa in questa nuova "domo",
perchè voglio riudire quei rintocchi
che mi riportin come caro dono
al sogno di fanciul, senza balocchi

Così nell'illusione peregrina
aspetterò che il tempo passi ancora
quasi che fosse, quello ancor di prima
ma col tramonto, non verrà l'aurora

Remo Benzi
Genova, 29/Luglio/1996

 
 
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