Remo Benzi

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Operato del comandante

Carriera e vita

Operato del Comandante Benzi a Genova.

     
 Rientrato a Genova, Il Comandante Benzi si rimboccò le maniche e diede inizio a una ristrutturazione interna disponendo  trasferimenti fra Vigili Urbani e sottufficiali, che da tempo permanevano nelle stesse sezioni. Con ordini di servizio seri e pacati, invogliò il personale ad eliminare certi fronzoli dall' ‘uniforme e dalla persona, per dare alla divisa   dignità  e rispetto . Diede maggiore  impulso all’autoreparto, che egli definiva” la mia X° legione”, potenziandolo con personale e  con nuovi mezzi: dall’ottimo funzionario Caviglia, iniziò a   fare i corsi di tiro con la pistola partendo  dal poligono di Quezzi, affinchè l’arma non fosse solo oggetto di peso,  o di ornamento, ma di difesa in caso di bisogno.


Alcuni appartenenti alla 27° sezione del Corpo di Polizia Municipale in visita al loro Comandante a casa Benzi.


      Lui, che aveva anche fatto corsi in tecnica del Traffico a Milano, Organizzò un servizio di viabilità lungo i veri percorsi stradali, affinchè i veicoli trovassero sul percorso sempre un agente che  ai crocevia desse loro via libera.
Per il levante era logico che i  flussi di veicoli che partivano dai posteggi di  Piazza Corvetto. Attraversassero la zona   Brignole Tomaso Invrea e si immettessero su Corso Gastaldi, Corso Europa,  senza trovare intoppi, quasi fosse un “ciclo flessibile”. Fu così che nelle ore di punta, si rividero i “cantunè  coi guanti bianchi sui vari crocevia, non a osservare, ma a indirizzare il traffico..


P.za della Vittoria reparto automezzi schierato...

      Alle ore 7 di ogni mattina, il Comandante si recava in auto nelle varie zone per conoscere ed affrontare i problemi che vi potevano essere. La porta del suo ufficio era aperta a tutti!: Non vi era cerimonia alla quale , in rappresentanza del Corpo, non partecipasse, a discapito dei propri impegni familiari.
      E questo, irritava certi assessori che non capivano l’importanza per i Vigili di vedere la figura del Loro Comandante a fianco delle altre autorità.  Lui iniziò a creare rapporti con la città e con le sue istituzioni sia giudiziarie, amministrative che religiose. Sempre in divisa lo vedevi passare fra la gente : Nel gennaio 1995, organizzò la festa del Corpo il cui plotone d’onore, con bandiera e preceduto dalla banda musicale ,  che suonava “ ma se ghe pensu” sfilò per Via XX Settembre sino a Via Garibaldi, con  persone  entusiaste che alle finestre degli uffici o in strada, battevano  le mani. A queste cerimonie, non si è mai visto un assessore.
      Conscio delle polemiche  strumentali che talvolta certa stampa iniziava contro I “Vigili”, iniziò a verificare le fonti e a confutarle andando alle TV locali per affrontare e  argomentare  sui fatti sollevati. Se in un qualunque paese d’Italia avveniva un caso che riguardava i Vigili, di rimbalzo, la stampa locale chiamava in causa quelli di Genova.     

     Ad esempio, il fatto che qualcuno aveva visto i Vigili intascare soldi sulla strada!  Fu cosi spiegato che  un tempo,  gli agenti,  se l’infrazione non veniva verbalizzata, rilasciavano ricevuta  che   veniva  pagata subito.  Era evidente quel maneggio di denaro in strada, ma la cattiveria politica vedeva sporco anche lì. Nelle varie vertenze sindacali partecipava sempre il Comandante, talvolta costretto a più riunioni secondo le varie sigle di appartenenza.
     
     Nelle sfortunate occasioni in cui rimaneva  ferito  o si era ammalato uno dei suoi ragazzi, non mancava di andarlo e trovare o di inviargli due parole. (vedi su libro lettera di Ivo Sciaccaluga ) I primi screzi con l’amministrazione cominciarono quando la stessa volle fare una sua ristrutturazione inviando personale che mai aveva fatto il “Vigile” a ricoprire posti di Comando per il solo fatto di essere a un livello economico superiore.

     Quindi, per ipotesi, un capo ufficio dell’anagrafe, o dell’ufficio affissioni, sarebbe andato a comandare dei vigili, ovvero fare consulenze e corsi di formazione al personale, da ditte  esterne, quando la pianta organica era da rimpiazzare e quando certe consulenze che costavano denaro pubblico, erano pressochè inutili e spiegabili dal personale  qualificato dello stesso Corpo.


     Inoltre, con l’avvento di personale impiegatizio, si sarebbe tolto al Vigile diventato anziano , non più idoneo alla strada,la possibilità di accedere ai servizi interni.

      Era un questione non solo affettiva, ma di funzionalità oggettiva e per mantenere quella ritrovata identità. Un increscioso episodio avvenuto nella sezione di Sturla, dove un ragazzo dichiaratosi  invalido, asseriva di essere stato picchiato dal Vigili,  vide gli stessi arrestati e incarcerati . Il Comandante si mosse.

      Andò dalle famiglie a rincuorarle, fece rapporto ufficiali e sottufficiali per dar luogo ad una colletta per pagare gli avvocati: Fece egli stesso indagini parallele dove accertò che quel tizio era un “falso invalido” che creava incidenti ad arte per riscuotere soldi dalle assicurazioni. Sulla scorta di quanto raccolto, provvide a denunciarlo. Benzi  si recò a sue spese sino a Savona a cercare un teste, appunto vittima di questi falsi incidenti e difese strenuamente i suoi ragazzi.

     Nel contempo la stampa stupidamente si era sbizzarrita: I Vigili sugli incroci venivano scherniti e derisi, se non offesi Il sindacato CGIL di Roma fece un articolo denigratorio, senza conoscere come fossero le questioni.. Il Comandante rispose a quelle accuse infondate e gratuite.



    
     Ma questo difendere i collaboratori, andare in TV a spiegare le questioni, per fare chiarezza ed eliminare sospetti,non piaceva ai sindacati della triplice che scrissero al sindaco sulla troppa loquacità del Comandante.

     A fronte di questo stato di cose ci fu un momento di rilassamento. Alla festa del Corpo, svoltasi a Palazzo Tursi, sindaco e assessore,  davanti alle altre autorità anzichè difendere una propria struttura, nell’occhio del ciclone, usarono frasi  accidiose e offensive.

     Il Comandante rimase impassibile  al suo posto ma maturò l’idea delle dimissioni che diede qualche giorno dopo. Vi fu una levata di scudi affinchè non lo facesse.

     Qualche amministratore cattivo e ignorante aveva asserito che si era raccolto le firme anche  tra i suoi Vigili , cosa peraltro falsa. Vi furono comitati cittadini che volevano che Benzi restasse.  


     Sul giornale” il lavoro” venne fatta una foto dove apparivano pullman affiancati, cosa non vera, perché se presa da altra angolatura si sarebbe visto che gli stessi erano negli spazi appositi.

     ( vedi foto anche sul libro “servi e servitori” ) Il sindaco Sansa quel sabato mattina, giorno festivo  per  tutti, ma non per Benzi che era in ufficio, lo chiamò lamentando quel posteggio. ( Non si meravigliò che in quel giorno e a quell’ora il Comandante stesse lavorando!)

     Furono scattate le foto e dimostrato che era in atto altra orchestrata campagna denigratoria Il dado era tratto e il Comandante conscio che i suoi amministratori lo stessero attaccando, lasciò il comando del Corpo.

     Quando ormai era in quiescenza e quindi fuori dal Corpo, un ufficiale del Comando diede luogo ad una raccolta firme perché Il Comandante Benzi tornasse ne tornasse alla guida.  

     Centinaia furono le adesioni,  .Alle elezioni amministrative, Benzi  fu eletto consigliere Comunale e cambiò anche il sindaco. Questa la riprova della stima che il Comandante aveva fra i suoi uomini e fra la sua gente.

     Quell’ufficiale che aveva raccolto le firme, venne trasferito dal nuovo Comandante del Corpo, scelto fra i Vicecomandanti della Polizia municipale di Torino, dalla nuova sindaco di sinistra alla sezione di  Molassana. Il dott. Benzi, smentendo clamorosamente le scelte genovesi, venne dopo qualche tempo chiamato a riorganizzare Il Comando di polizia municipale della città di Casale Monferrato, dando se ce ne fosse stato bisogno ulteriore prova delle sue capacità e poi  con altro successivo incarico, fu nominato Comandante della Polizia Stradale Provinciale ad Alessandria.

   L’ affetto che egli ha sempre donato ai suoi uomini, gli viene costantemente ricambiato dai suoi uomini, sparsi nei vari comandi in cui ha prestato la sua opera, molti dei quali vanno, ancor oggi a distanza di anni, a trovarlo nella sua dimora piemontese, come d’altronde è, per chi sta  scrivendo e costruendo questo sito web.









   Ecco perchè credo in Remo Benzi, per tutta la mia carriera da Vigile, poi Istruttore e ispettore, da commissario, non ho mai avuto il piacere di conoscerlo e questo dovrebbe garantire la mia neutralità, solo dopo la mia pensione, leggendo, costruendo il sito, parlando con colleghi di altre regioni (veneto e Piemonte) mi sono fatto un'idea di aver trovato l'uomo che stavo cercando da una vita "Ecce Homo".



   Mio padre mi aveva insegnato che i valori scoperti in Remo Benzi, sono quelli che fanno la differenza: il  comandante Benzi è stato e continua ad essere una persona umana, con delle capacità organizzative fuori dal comune, retto moralmente ineccepibile nei suoi comportamenti pubblici e privati  con una famiglia felice composta da una bellissima moglie e tre bellissime figlie e da un buon numero di nipotini.  





     Benvoluto da tutti. Coloro che non concordavano con queste
affermazioni  forse non avevano capito appieno il significato delle azioni di Benzi.

     Ancor oggi dopo quasi 10 anni di ritiro dal comando, non passa mese che qualche collega di Genova, di Alessandria, di Casale Monferrato non abbia bisogno di un suo consiglio o del suo aiuto.

     Ogni anno poi i suoi vigili ed amici sindaci di Bassano del Grappa, lo invitano alle feste più importanti recensite anche dalla stampa locale, ritenendo che la sua presenza sia indispensabile lì proprio in quel posto lasciato trent'anni or sono e... scusate se è poco.    


     Il comandante Benzi ha lasciato in ogni città dove ha avuto il comando dei vari corpi di Polizia, un ricordo indelebile tra affetto e rimpianto per un uomo che era sempre in prima fila assieme ai suoi Vigili. La sua porta e la sua casa sono sempre state aperte per chiunque  fosse in difficoltà.

     Ecco il motivo per il quale dalla cessazione del suo primo comando  Bassano del grappa, viene invitato tutti gli anni alla festa della Leva del '38, che è soprattutto la festa per gli uomini nati in quell'anno ma è anche e soprattutto una rimpatriata con il loro indimenticato comandante e di questo posso testimoniare  io, Ivo Rapetta matr.118 del Corpo di Polizia Municipale di Genova che ho steso, curato e sono stato testimone imparziale di tutte le manifestazioni di stima  e di affetto che traspaiono dai racconti del fasi di vita del Comandante Remo Benzi!

Momento della manifestazione annuale della leva del '38 in Bassano.

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