Remo Benzi

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Partenza da Viterbo

Agli amici

Partenza da Viterbo

Dopo due mesi, duri e molto attivi,
giunsero infine i giorni decisivi...
e l'ultimo di questi, fu il più brutto
perchè fu quello che recise tutto.

Di buon mattino, tutti al capannone,
fummo adunati pieni d'emozione...
e con la fantasia ciascun di noi,
già vedea casa ed era accanto ai suoi.

Accanto a un tavolino nello sfondo,
stava Natella (1) ed altri tutt'intorno...
le selezioni aveva preso in mano
e cominciò a chiamare il capitano.

Ad uno ad uno, tutti dai plotoni,
ci si staccò per le destinazioni
e così triste fù per me il sapere
che la mia casa non poteo vedere.

Fermo, lontano, là in mezzo alla gente,
vidi pensoso e triste il mio tenente...
lessi il suo sguardo e mi svelò che il dramma,
era Sardegna...per me dura condanna.

S'avvicinò, per dir poche parole...
tristi in realtà...ma come sempre buone.
Le spalla egli mi scosse, dolcemente...,
non vidi gradi, ma l'uom ch'era il Tenente.



" Mi spiace tanto per quanto t'è accaduto
mio caro Benzi... Io non l'ho voluto".
Disse aggiungendo "Testimone è Iddio",
tant'ho lottato e ci ho sofferto anch'io.

Or nel guardarlo, leggevo nel suo cuore
e divenia più forte il mio dolore....
divenia più cocente nel guardare,
pensando all'uomo che doveo lasciare.

Silenti e mesti, tutti sparpagliati,
lasciammo il capannon non più inquadrati;
lungo la pista, triste e solitario,
pensavo al duro lungo mio calvario.

....Fù il frugal pasto consumato;
ci ritirammo tutti in camerata
mettendo a posto, ognuno il proprio zaino,
per fare assieme l'ultima adunata.

Il cuore avevo gonfio d'amarezza
per la sorte subita ingiustamente,
"raccomandati", tutti verso casa....
io che non sono, fuori continente.

Pensando a casa, all'amor lontano,
sfociò quel pianto, che trattenni invano,
E in breve tempo tutti i camerati,
s'uniron al mio dolore accomunati.


Giunse così l'ora di partire....
affardellati e in pianto ci abbracciammo
poi uno ad uno per non più soffrire,
all'adunata, giù ci presentammo.


Mentre quà stò scrivendo, col ricordo,
ritorno indietro e vedo ancor la scena...
"Arrivederci! Addio!" " Oh quante voci!"
Io le raccolsi "Sù! coraggio Zena".


Assieme ad altri compagni di sventura,
a sera, fui imbarcato s'una nave....
appoggiato alla poppa, giù osservavo,

parecchia gente, stava a salutare....


La nave mosse...fischiò la sirena.
Vidi la gente ferma là sul molo,
agitare le braccia per saluto...
ma non certo per mè...lontano e solo.


Son fichi d'India...rocce e del bruciato;
..sono in Sardegna... ormai, sono arrivato.
Quanta tristezza...quanta nostalgia.....
così lontano dalla terra mia.

1) Capitano addetto ai trasferimenti.

Remo Benzi


Serrenti (CA) lì 24/10/1960

 
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