Remo Benzi

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Quel nero cappello

Le mie poesie

Quel nero Cappello
al Comandante  Benzi, (dopo il suo commiato).


Nuvole nere solcano il cielo della mia mente,
s’intreccian foschi pensieri, viatico di niente,
ripenso ad un uomo, ormai troppo lontano,
e del suo esser duro e nello stesso tempo umano.

Parlava di patria, onore e onestà,
lottava per ridare al Corpo la dignità,
che il tempo e gli errori, avevano tolto,
cercando in noi l’entusiasmo sepolto.

Come bimbo ero fiero di veder quel cappello,
Di nero feltro appeso assieme al mantello,
sol allora capivo, del suo arrivo in ufficio,
e la giornata tutta parea di buon auspicio.

La sua porta era aperta per chi avesse un patema,

lui in silenzio ascoltava, e capito il problema,
a suo fianco lottava, nemico d’ogni ingiustizia,
con modo arguto, fraterno e scaltra perizia.

Ahimè, come le cose più belle durar non potea,
improvvisa beffarda e maligna, ecco alzarsi la marea,
travolger con i suoi flutti lo travaglio già svolto,
lasciando a qualcun altro… dei frutti il raccolto.

Lo so nei miei sogni rivedrò quel nero cappello,
quell’uomo fiero mai domo avvolto nel mantello,
sarà la mia guida quando la strada diventa salita,
e la maestra via par esser di colpo smarrita.

“Signor Comandante”, per un attimo scordi il passato,
e rincorra un futuro felice sempre fausto e agiato,
e quando l’ala nera della malinconia, sfiorerà il suo tragitto,
sarò ancora al suo fianco, anche se sol, con questo scritto.

(Claudio Burelli)

Genova 28 giugno 1997

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